sabato 3 novembre 2007
Edonismo morale
L'edonista-egoista è colui che pensa al solo soddisfacimento del piacere materiale e si contrappone al moralista, che invece antepone al piacere materiale quello spirituale. Costui è necessariamente una persona discutibile? E' un periodo di crisi delle religioni. Cascioli ha inforcato la sua lancia per scagliarsi contro la chiesa - mulino a vento. E se il castello di carta religioso (cadendo quella cristana potrebbero cadere a poco a poco anche le altre) lasciasse un enorme ground zero nelle certezze di tutti quanti? Quanti puri, morali, inappuntabili e vergini verrebbero messe di fronte alla realtà di una vita vissuta proseguendo su un binario sbagliato? Ancora oggi, dopo quasi 1,5 milioni di anni che abbiamo perso il pelo, abbiamo bisogno di quello che una volta veniva chiamata "oppio dei poveri?". Cioè: diventiamo più buoni se la domenica andiamo a messa? Chi è buono non può esserlo da ateo? A che serve pensare sempre all'"altro mondo" se non a farci distrarre da questo? E se invece si instaurasse una simil religione edonistica-morale dove si rispettano gli altri e si cerca di prendere il meglio dalla vita senza gli inutili paletti dei sensi di colpa della religione? Non voglio assolutamente essere frainteso e ripeto: dove si rispettano gli altri e si cerca di prendere il meglio dalla vita senza gli inutili paletti dei sensi di colpa della religione!! E' la massima utopia, quella già rivelatasi fallimentare quando attuata dagli hippye. Eppure l'idea è senz'altro affascinante. Pensate ai siti di videochat dove chi vuole si può mostrare nudo di fronte ad una sconosciuta e viceversa. La rete, e quindi la tecnologia potrebbe essere allora l'impalcatura che potrebbe far sorreggere la filosofia dell'amore libero? E l'uomo, o la donna, o la coppia che si lascia andare a simili "divertimenti" immorali sono persone cattive o incapaci di fare del bene al prossimo? Penso che il bigotto, quello vero... non quello che predica bene e..., sia così occupato a preservarsi il posto in paradiso da peccare egli stesso di una sorte di edonismo, perchè, alla fine i suoi gesti non assecondano altro che il "PIACERE" di pensare di fare qualcosa di buono e di essere quindi il "giusto" della situazione.
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